lunedì 2 gennaio 2012


Bach

Torno dall'aver suonato il clavicembalo ben temperato
E' d'una bellezza estasiante.
Orologi sballati
postille per l'avvenire,
certo come una prugna e un'albicocca.
Ma questo governo da che parte sta?

la mecca


nocivo...


ZEN


FOYLES


Atene


ANDREA PAZIENZA



                                                   

Miles Davis e lezioncina di greco

La musica di Miles Davis è selvaggia. Disse e andò a chinarsi dietro un tavolino.
-questi poeti mi hanno proprio stufato.
Si accese una sigaretta, una delle ultime rimaste. Il computer che mandava musica lo tediava non poco.

La gloria della notte è la superbia. I greci la chiamavano biasimo.


Silvyboy

teatro di Marcello


domenica 1 gennaio 2012

le mani del mio amore sono sciolte di F. Carapezza Figlia Di Granara


le mani del mio amore sono sciolte
sul cosmo incomprensibile del ventre,
quando verrà, le sue parole si
costituiranno in natura propria.

ho deciso di partire domani
perché così il sistema può restare
integro e le mani del mio amore
cadere dove devono cadere.

le stelle, oggi, si faranno male
a tessere le loro ragnatele
blu, biancastre: rimango una fra

le molte altre mentre è nel mare
solo nel mare il segreto di
tutte le ore passate nel mentre.

FRANCESCO CARAPEZZA

le onde nel vigneto di Soheil Nasseri


Le onde nel vigneto
-Soheil Nasseri

Pensate!  Immaginate!  Sognate!
Trovate nelle vostri menti il vostro paradiso.
L’avete trovato?
Complimenti.
Ma per me non è necessario pensare, immaginare, sognare.
Perché sono già qui.
Ho trovato un posto dove non si deve morire per andare in paradiso.

Le colline sono onde di un mare verde e bruno
Che continua più lontano che si possa vedere.
E, come le stelle nel cielo, ogni collina a una storia:
Da dove è arrivata, e a chi provvede una casa.
Invece di pesci, quella collina porta pecore.
E invece di una barca, quell’uomo ha un trattore.
Sta pescando uva, lui.

“Grazie!” Grido. “Grazie per la sua ospitalità!”
E la mia collina risponde con i bisbigli degli alberi, dei prati, dell’erba.
Un coro di piante, infatti. Ognuno ha la sua voce.
Quella spiga è un soprano.
Quell’altra un mezzo.
E insieme a tutto il resto- come la risacca-
Cantono, frangendosi sulla battigia.

Questo mare, come tutti i mari, porta un vento fresco,
Ma non ha l’odore di sale.
Ha l’odore di rose.
Infatti ce ne sono molte che stanno galleggiando,
Andando su e giù.
Improvvisamente un uccello!
Ma non un gabbiano, una farfalla.
E più veloce di come è apparsa, sparisce.
Sento un altro coro:  possono essere delfini.
No, le pecore con i loro campanacci si sono trasferite da me.

Quella collina lontana si è appollaiata prima di accasciarsi,
ma si sta controllando e si rifiuta di soccombere alla gravità.

Come i pesci, che si avvicinano alla superficie dell’acqua,
con il movimento del sole le ombre crescono sempre più grandi.
Di notte loro vivranno, e con la luna conquisteranno questo mare.

GRAN CANARIA


a Rosa

Rosa, pegno d'amore, serata d'albergo
Infestata di rumori. Grida, basse,
per non inquinare l'appartamento. 
La televisione che brucia d'amore
è una droga marina

Si rilegge, l'andamento barcollante
Di due gatti siamesi,
travolti dalle usure del meriggio.
Non sostare sui terrapieni della paura
Dove io non ti vedo, erba marina
E non travolgere il mio cosmo, fatto di cerbottane
E giochi di parole. Ridiscendi il senso oscuro delle cose
E perditi nei meandri dell'incertezza.

Rivolgi il mondo soave come ti piace.

Radio, sentimento lacunoso, elettronico… 
Coibenta la tua paura,
non rivolgerti all'incontrario dove non sono 
i giochi di potere e soldi all'avvenire. 
T'ho detto delle mille porte che passiamo,
oltrepassando il nostro gioco sentimentale,
per non essere travolti dal destino.

Oggi voglio un vademecum che non mi faccia impazzire,
un orologio su cui contare l'ore del mondo
e per non rivoltare la mia incertezza, non accorgermi di te.
Che bello sei stato. Il nostro giorno, le nostre paure, i nostri sogni infranti dal destino, gemuetlich, senza tempo. Forse un po' coatto, destriero, insane ma capace di mille cose assieme,
come i non detti, i verbi e le usate parole per l'usato gioco.
Non accorgermi di te…
E' questo che voglio fare nelle serate da Walkiria…












Roso d'amore vedo all'imbrunire
Due fanciulle stanche.
Il sogno di Penelope
È che s'azzuffa coi capelli
Ritmati da frigoriferi bianchi
Incastrati su cucine - passaporto alla modernità.


Incenerisco avvolto dai tuoi capezzoli rosa
Incenerisco come non mai per i tuoi baci lontani,
microcosmo di parole
risvolti di lune piene abbrutite

Oggi, Palermo , da casa mia, sembra Betlemme.
Ci sono tante piccole lucine e un cielo scurissimo. Che bello. La pomelia ereditata dalla zia  e dei geranei bellissimi di quando eravamo una famiglia intera. Sono felice. Felice di aver passato una sbornia colossale senza tanti scossoni. Felice per questa quiete siderale, felice di scrivere e incastonare il pensiero nelle lettere romane.
Il mio bisex and the city piace, piace molto, non ho avuto voti inferiori al sette. A me di ricavo vien ben poco, ma sono felice lo stesso.
Vi auguro, o miei lettori, un 2012 ricco di sorprese e bellezza, pace e serenità.

sudario


SUDARIO

La tetra memoria dei carri da guerra

Le veline arancione e rosa pastello,
come per un sudario, sfilano
incartocciate per un sussulto
maniacalmente ringiovanito e
giovanilistico…

E’ l’ennesimo furore della guerra che spazza matricole, 
giovanotti in canotta e visi jeu de pommes e 
intercalari madonitici dai risvolti giallo canarino 
e nero pece, sbuffa pecorari e avvocatini di grido in cerca d’erba. Odora di morte questa guerra. E’ temibilissima. 
Non si può dire che sia uno scherzo da quattro soldi.
E’, questa che addiviene, una sistole del desiderio, un Orlando furiosissimo, rincorso pei calli di Madrid quando si era partiti, dopo il comple,  tutti affannati per vedere Las Meninas o la fucilazione del Goya.
Seduti sui banchi avevamo parlato a lungo di Cesare e del de bello gallico, e ora, che miseria, a rinverdire promesse su promesse e citazioni e traduzioni catulliane e i parà che partono - tutti pagati s’intende - all’ardimento, allo sbaraglio.

Tutti si era in fila per quello spettacolino spelacchiatissimo della signora tal dei tali, tutti si era in fila al capannone per vedere l’ultimo virgulto osé del porno a buon mercato (ah che bei ramadan eran quelli…), tutti si era in fila per ascoltare le sconcezze più laide della strage del 2 agosto. 
Noi, coi libri in mano, voi coi quaderni sotto il banco, io con la promessa d’una pomice ardita targata “gli spietati” a ridosso d’un viaggetto bolognese. Dove siamo andati a finire? 
Dove siamo andati a finire?..

sabato 31 dicembre 2011

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back to black (Alla venerabilissima Piranda)

E' una sensazione intensa, come di crinoline e naftalina, ascolto il don Giovanni da mane a sera.
Il mio mentore, mmm, C*** dei Granara.



kuesses


Silvestro, ti voglio bene, come un pajo di scarpe nuove
come l'abbecceddario che ci troviamo a sinistra.
Come un ascensore.

venerdì 30 dicembre 2011

HOCHZEITH DES FIFARO

il chitarrino le suonerò
il chitarrino le suonerò sì

Satie

La sua musica è oltraggiosa, audace, salta anche per Natale.

Composizioni per pianoforte [modifica]

  • Ogives I, II, III, IV (1886)
  • Gymnopédies I, II e III. [2]
  • Gnossiennes I, II, III, IV, V, VI,(1890)
  • Nocturnes I, II, III, IV, V (1919)
  • Avant-dernières pensées (1915)
  • Pièces froides - trois airs à fuir (1897)
  • Pièces froides - trois danses de travers (1910)
  • Deux rêveries nocturnes
  • Embryons dessechés (1913)
  • Prélude de la porte héroïque du ciel (1897)
  • Jack in the Box, balletto (1899). [3]
  • Trois Morceaux en forme de poire (1903) per pianoforte a quattro mani (da alcuni considerate "Gnossienne" n. VII)
  • Vexations (1893)
  • Sonatine Bureaucratique (1917)
  • Le Picadilly (1904)
  • Vieux Sequins et Vieilles Cuirasses (1913)
  • Prélude en tapisserie (1906)
  • 4 Préludes flasques (pour un chien) (1912)
  • Le Piege de Meduse (1913)
  • La Belle excentrique (1920) Per pianoforte a quattro mani

Mélodies per voce e pianoforte [modifica]

  • Ludions poema di Léon-Paul Fargue, composto da 5 parti:
    • Air du Rat
    • Spleen
    • La Grenouille américaine
    • Air du Poète
    • Chanson du Chat
  • La statue de bronze, testo Léon-Paul Fargue
  • Je te veux, valzer cantato, (1902)
  • 3 Poemes d'amour, testo di Erik Satie
  • Tendrement, valzer cantato, testo di Vincent Hyspa
  • 4 Petites Mélodies
  • 3 Autres Mélodies
  • Daphénéo
  • La Dive de "L'Empire", intermezzo americano
  • Hymne pour la "salut au drapeau" du "Prince de Byzance"
  • 3 Mélodies sans paroles ,
  • Le Chapelier,testo di René Chalupt
  • L'Omnibus Automobile, testo di Vincent Hyspa
  • Chez le Docteur, testo di Vincent Hyspa
  • Alons-y chochotte, testo di D. Durante

Composizioni per orchestra [modifica]

Altre composizioni [modifica]

  • Messe des pauvres (1895) per coro e organo

Scritti [modifica]

  • Erik Satie Quaderni di un mammifero ed. Adelphi 1980

mercoledì 28 dicembre 2011

Lessie

Lessye alla televisione, che boiata, me fa ricordà gli anni 70 quando intontiti in via Dante ce lo vedevamo.
Poi, per il resto, sono a favore di un bel referendum sulla liberalizzazione delle droghe leggere (o leggiere?) come antidoto alla cosidetta "recessione".
Indi, mi dicono che a Palermo la polizia picchia e incalza. Ma quando mai, sono buoni come il pane,  forse a Roma...



SBC
MMXI

martedì 27 dicembre 2011

sono stanco

Sono stanco, stanco delle menate intellettuali, dei vangeli, del post mortem, sono stanco.
Il prete nero non lo voglio a due passi da me, non lo voglio. Per Otty volevo un giovane cherubino.
salut

domenica 25 dicembre 2011

Natale ''11

Sodomie, no. Solo a casa G. a mangiare a crepapelle e fumare e parlare come non mai e ascoltare il don Giovanni - versione vecchissima -.

venerdì 23 dicembre 2011

a marcel

Sigaretta insivatissima, col mascara che è dalla mamma e tutti sono lieti di come andrà a finire.
No, la coca basta, è roba da ipocriti e coglioni che non se ne poteva più.
Madeleine scese pian piano le scale, pensò a Giuly e restò intontita con la sigaretta tra le mani 
-che è stato bello oggi dai Carapezza, sono proprio gente dabbene. Non ne sbagliano una. Sono musicologi. Bravi, signora mia.
-Ma che stai dicendo, bruto porco, quella è plebe, della peggior specie, sono dei panni zozzi, delle mosche avvelenate e dicono il falso.
Maddy scese le scale due alla volta, prese dal cassetto la rivoltella, la lucidò ben bene e poi se la mise in tasca. 
-Sono cose da sciocchi, da sciocchi. 
E intanto la mazurca di Chopin andava, andava che era una bellezza ch'avresti potuto gettare un mozzicone di sigaretta tra le fauci di Federico.
-Sono sola, sola.
E lei, non ti preoccupare sto venendo, prendo il treno delle dieci e vengo.
Andiamo a Carini dove danno una festa strepitosa.
Aspetto le undici così non mi viene il magone.
Oggi una serata che va a sinistra. Perché?                  adieu

SONNET 1

Che bello oggi la mano del signore sta con me, sono felice.
Oggi visto Francy con la moglie Favata.
E poi andato da Marisa a prender la pecunia,
e ora sto per andare alla festina di Giusvetta.

Or son solo soletto e sto per fare la radice
maronna mia tu sì cumannata
e l'anima mia è condannata
sembra per la cosa c'u n si rice.

Or sbloccami da questo impaccio
che son preso al tuo laccio
e donami i soldoni

per toglier la miseria dai pantaloni
e arrivar da G. disfatto
come uomo c'on mai disfatto.

a
b
b
a

c
c
d

d
c
c

Underworld - Born Slippy NUXX (Trainspotting Version) (1996)

BARATTO DI RENATO ZERO

Trova un pretesto 
una ragione di piu' 
perche' io ti dia del tu. 
Dammi una traccia 
una tua foto semmai 
dammi gli estremi tuoi. 
Poi dimmi con calma 
quante crisi hai, 
se tu ti sei tolta l'appendice 
oppure te la tieni 
e sei felice! 
Voglio conoscere piu' cose di te 
le piu' recondite. 
Prima di darti la mia verginita' 
voglio la verita'! 
Io, ho avuto pochi amori in vita mia 
se prescindi dall' affetto di una cagna 
e per giunta con la rogna! 
Hey, se ti do il pelo 
tu che mi dai? 
Hey, ti do la milza 
tu che mi dai? 
Se ti do il polpaccio 
che mi dai? 
Per due molari io ci starei 
ci accomodiamo caso mai! 
L'amore in fondo 
non e' poi che un baratto 
dai troviamo un riscatto 
Di qualche cosa 
ti puoi anche privare 
dai facciamo l'affare, 
eh io e te! 
Se io ti do un occhio 
poi mi guarderai 
se ti do il cuore 
lo farai pulsare 
o lo getti in fondo al mare? 
Hey, se ti do il femore 
tu che ci fai? 
Hey, ti do uno schiaffo 
tu a chi lo dai? 
Ma la pelle mia rimane qua 
per affidarla a chi non sia distratto 
perche' non sia solo un baratto! 

Hey, se ti do il pelo lo brucerai 
hey, questa mia milza 
al gatto la darai 
perche' giuro che non ti basta mai 
e' sempre questo quello che tu vuoi... 
ma tu lo sai quello che vuoi? 

Baratto! 
Baratto! 
Amami alfredo 
Hey, se ti do il pelo 
tu che mi dai? 
na na na na na na na 
Hey, ti do la milza tu che 
mi dai? 
Baratto, 
distratto! 
Sei tu che mi hai sedotto 
facciamo un contratto 
no no na la milza 
no be bo no va 
va vai via maialino 
maialino 
maialino 
maialino 
maialino

UFO UP IN GREAT BRITAIN


MONGRELS


giovedì 22 dicembre 2011

22 (Ad Archiloco)

Mi aspeto una giornata piacevole, piena di tanti incontri, di gente diversa, che mi guarisca il senso di oppressione fisica che ho, che mamy sganci il quarantino,
che a casa Carapezza mi trovi bene
e che non mi facciano trovare le solite cose biologiche.
Questo disse e si avviò per accendere una sigaretta. Le sue mani erano bagnate, come di camomilla.
Urlò a sinistra una donna. che orrore.
- Si sarebbe potuto tratare di D. che era sola e voleva la mamma.
Natale lungo, corposo, pieno che inizia il 22 ovviamente.
in honorem Haydèe

Mi stracci il cuore con queste cose pietose.

tuo per sempre
Sylvain

romanum 22 dec 2011

Allora Maria disse: « L'anima mia magnifica il Signore 
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: 
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; 
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. 
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia ».
come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». 
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. 

cuore



mercoledì 21 dicembre 2011

21 12 2011

serata piacevole, carina, col Dani che mi offre il negroni e io che suono al pianoforte.
La realtà è una. Dio è solo. ha piovuto.
ganimede versa litri di vino a sx.
Venduto cinque copie di bsex.

distico

guerra tra pianeti, che cagata,
onorate le feste, e non battete, che M non vuole ed è tutta stitica.

a Dio

andra, mio , ennepe, mousa
polutropon os mala polla,
j
             boe
 CECITA'
         boesio