Qua ad Uno Mattina, parlano di agevolazioni fiscali, che palle!
Sono rinato, completamente sobrio, vado al lavoro con una esaltazione nuova.
C'è qualcosa di nuovo sotto il sole, anzi d'antico, che bella questa frase pacoliana, sintetizza tuta la condizione umana. Che è legata al presente così cone al passato e al futuro.
martedì 21 settembre 2010
lunedì 20 settembre 2010
politichè
Così, andando, rimestandomi nelle mie preoccupazioni, ritrovo la luce in questo mattino del 20 Settembre. Faccio il mio lavoro con diligenza ma mi faccio dare un permesso breve, per uscire due ore prima. Ho il raffreddore e non mi sento bene.
Ritrovo la luce però, una luce diafana, che prelude all'Assoluto. Rosa Balistreri dice che non si mangia bene senza mosche. Che vorrà dire. Che c'è sempre qualcosa che ti disturba. Oggi a disturbarmi è il mare di facoltà che un uomo dispone. La assoluta libertà propugnata da questo governo mi sta stretta. Nel senso che vorrei che si propugnassero progetti, cose da fare e non la libertà in sé e per sé che dovrebbe essere un valore scontato visto che è stata proclamata trecento anni fa con la Rivoluzione Francese. Questo governo per ora fa solo parlare di sé per le beghe e beguccie interne. Finiani, Futuro e Libertà ecc. Non ci si preoccupa del bene comune, della Res Publica, del lavoro che manca. In questo sono d'accordo con chi proclama che questo governo se ne deve andare a casa.
Ritrovo la luce però, una luce diafana, che prelude all'Assoluto. Rosa Balistreri dice che non si mangia bene senza mosche. Che vorrà dire. Che c'è sempre qualcosa che ti disturba. Oggi a disturbarmi è il mare di facoltà che un uomo dispone. La assoluta libertà propugnata da questo governo mi sta stretta. Nel senso che vorrei che si propugnassero progetti, cose da fare e non la libertà in sé e per sé che dovrebbe essere un valore scontato visto che è stata proclamata trecento anni fa con la Rivoluzione Francese. Questo governo per ora fa solo parlare di sé per le beghe e beguccie interne. Finiani, Futuro e Libertà ecc. Non ci si preoccupa del bene comune, della Res Publica, del lavoro che manca. In questo sono d'accordo con chi proclama che questo governo se ne deve andare a casa.
domenica 19 settembre 2010
calligramma #1
che danno
questo diciannove
settembre
stiamo come le foglie
ap-
pe-
se-
a
un
al-
be-
ro.
questo diciannove
settembre
stiamo come le foglie
ap-
pe-
se-
a
un
al-
be-
ro.
Mi ricordo, un giorno vinsi un premio di teatro. Era molto bello. Si intitolava a Xavier Fabregas, che fu un uomo di teatro di Barcellona. Ora sto scendendo per andare a vedere il film di Sofia Coppola, di cui farò una critica qui sul blog.
In questo momento Ursula sta parlando di Riccardo e del loro rapporto travagliato. Ora ci vado.
Ciao Silvano
In questo momento Ursula sta parlando di Riccardo e del loro rapporto travagliato. Ora ci vado.
Ciao Silvano
Valery
Sono a casa con lorenzo, finalmente ho trovato delle cose su paul VAlery, i suoi Charmes, e li sto leggendo su internet. E' incredibile quante cose belle si trovano su questo strumento che sta diventando sempre più indispensabile.
Valery me lo ha sollecitato Ungaretti, nei suoi scritti di letteratura. Apre il mondo, insieme con Proust al contemporaneo. La sua poesia è fatta di object trouvees, oggetti che riaffiorano alla memoria e sono trattati dal poeta come materia vibrante per le sue poesie. Ora vi lascio e vi prometto che posterò qualcosa di questo poeta a me ora caro.
Silvano
Valery me lo ha sollecitato Ungaretti, nei suoi scritti di letteratura. Apre il mondo, insieme con Proust al contemporaneo. La sua poesia è fatta di object trouvees, oggetti che riaffiorano alla memoria e sono trattati dal poeta come materia vibrante per le sue poesie. Ora vi lascio e vi prometto che posterò qualcosa di questo poeta a me ora caro.
Silvano
Lucchetti, come per suggellare un amore, se ne vedono a Mondello e a Ponte Milvio a Roma. Sono cose da ragazzini, che però hanno capito com'è difficile trovare un amore e fanno di tutto per tenerselo stretto.
Lucchetto come garanzia d'amore per l'eternità. Io , i miei amori, li ho vissuti un po' superficialmente. Ero innamorato Di B***, di G***, di F***, e ci ho creduto assai. Altro che leggerezza. Ero innamorato anche di N***, che poi è scappato via a Berlino.
Io voglio scappare a Parigi, almeno due week end all'anno. La scelgo come mia città d'adozione. Dopo esser stato a Londra e ad Amsterdam, ora voglio conoscere dal fondo Parigi.
Lucchetto come garanzia d'amore per l'eternità. Io , i miei amori, li ho vissuti un po' superficialmente. Ero innamorato Di B***, di G***, di F***, e ci ho creduto assai. Altro che leggerezza. Ero innamorato anche di N***, che poi è scappato via a Berlino.
Io voglio scappare a Parigi, almeno due week end all'anno. La scelgo come mia città d'adozione. Dopo esser stato a Londra e ad Amsterdam, ora voglio conoscere dal fondo Parigi.
Rivedo in sordina i miei amici di sempre. Sono qui che mi fanno compagnia, insieme ai rimbrotti per l'esecuzione dei doveri di cui siamo pieni. Le regole ci accompagnano col loro farsi e il loro disfarsi. Regole dall'alto, regole dal basso. Basta un tono certe volte a farti percepire una regola. E intanto il verso si dee fare bello, con le parole giuste al posto giusto come diceva Ungaretti, se no che senso ha.
I miei amici, sono al sole di Palermo seduti che leggono il loro destino e io invece mi struggo dall'assenza di te.
Laura è cento volte presente e cento volte assente. L'assenza però dura un tempo che è più lungo rispetto alla presenza.
Bisogna dunque abituarsi alle assenze.
I miei amici, sono al sole di Palermo seduti che leggono il loro destino e io invece mi struggo dall'assenza di te.
Laura è cento volte presente e cento volte assente. L'assenza però dura un tempo che è più lungo rispetto alla presenza.
Bisogna dunque abituarsi alle assenze.
Paul Valery
Che puro gioco di lampi sottili
consuma ogni diamante
d'impalpabile schiuma,
e quanta pace che sia nata sembra;
quando sopra l'abisso un sole posa,
opere schiette d'una causa eterna,
scintilla il tempo e il sogno è conoscenza
consuma ogni diamante
d'impalpabile schiuma,
e quanta pace che sia nata sembra;
quando sopra l'abisso un sole posa,
opere schiette d'una causa eterna,
scintilla il tempo e il sogno è conoscenza
Mondello... vi andavo coi miei per fare scorpacciate di panini da Renato e poi andavo ai giochini, che erano i giochi elettronici dietro l'angolo, in una sala giochi buia e affollata. Coi coins che si mettevano nelle macchine per farle funzionare. Ungaretti dice che siamo sovrastati dalla materia, ovvero dalle macchine e dall'elettronica. Io la reputo una visione un po' pessimistico autoreferenziale del mondo. Per me la tecnica aiuta il mondo a risollevarsi e lo fa mettere in sesto rispetto ai tanti misteri che lo circondano. In questo sono un positivista, uno che il progresso lo ammira.
Silvano
Silvano
sabato 18 settembre 2010
anchora Ser Petracco
Quanto più m’avicino al giorno estremo
che l’umana miseria suol far breve,
più veggio il tempo andar veloce e leve,
e ‘l mio di lui sperar fallace e scemo.
I' dico a' miei pensier: - Non molto andremo
d’amor parlando omai, ché ‘l duro e greve
terreno incarco come fresca neve
si va struggendo; onde noi pace avremo:
perché co llui cadrà quella speranza
che ne fe' vaneggiar sì lungamente,
e ‘l riso e il pianto, e la paura e l’ira.
Sì vedrem chiaro poi come sovente
per le cose dubbiose altri s’avanza,
e come spesso indarno si sospira.
che l’umana miseria suol far breve,
più veggio il tempo andar veloce e leve,
e ‘l mio di lui sperar fallace e scemo.
I' dico a' miei pensier: - Non molto andremo
d’amor parlando omai, ché ‘l duro e greve
terreno incarco come fresca neve
si va struggendo; onde noi pace avremo:
perché co llui cadrà quella speranza
che ne fe' vaneggiar sì lungamente,
e ‘l riso e il pianto, e la paura e l’ira.
Sì vedrem chiaro poi come sovente
per le cose dubbiose altri s’avanza,
e come spesso indarno si sospira.
Petrarca, in vita
Quando fra l’altre donne ad ora ad ora
Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce ’l desio che m’innamora.
I’ benedico il loco e ’l tempo e l’ora
che sì alto miraron gli occhi mei,
e dico: - Anima, assai ringraziar dêi,
che fosti a tanto onor degnata allora:
da lei ti vèn l’amoroso pensero,
che, mentre ’l segui, al sommo ben t’invia,
poco prezando quel ch’ogni uom desia;
da lei vien l’animosa leggiadria
ch’al ciel ti scorge per destro sentero;
sì ch’i’ vo già de la speranza altèro. -
Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce ’l desio che m’innamora.
I’ benedico il loco e ’l tempo e l’ora
che sì alto miraron gli occhi mei,
e dico: - Anima, assai ringraziar dêi,
che fosti a tanto onor degnata allora:
da lei ti vèn l’amoroso pensero,
che, mentre ’l segui, al sommo ben t’invia,
poco prezando quel ch’ogni uom desia;
da lei vien l’animosa leggiadria
ch’al ciel ti scorge per destro sentero;
sì ch’i’ vo già de la speranza altèro. -
Mi farò dare delle lezioni di pianoforte, finalmente. Nonna Mara lo voleva e ora, dopo dieci anni, ascolto il suo prezioso consiglio. Pianoforte con antonio, lunedì alle 16.00 per una lezione da sballo. Il prezzo è anche modico. Venticique a lezione. Verrebbe cento euro al mese, per un ciclo di quattro lezioni.
Il piano lo adoro. E' come se si facesse uno spettacolo teatrale da soli, si entra in un'altra dimensione, una dimensione onirica, dove vive solo la musica e la partitura, il genio di chi l'ha scritta e l'esecutore. Ci vuole anche molta concentrazione. Il maestro l'ho beccato per caso su subito.it, dove puoi trovare delle occasioni di lavoro (do - offro) in un tempo immediato.
Tempo che scorre
metronomi impazziti
nelle stanze gialle
del Conservatorio.
Andare dai fagottisti,
poi dai violinisti,
poi dai pianisti,
e ritornare dai fluatisti
per una bacchettata sulle mani
dal mio Maestro
con la gazzetta dello Sport
tra le mani.
Quanto m'ha insegnato poco Buetto,
che di musica però ne capiva
come un pescatore di pesci.
Il piano lo adoro. E' come se si facesse uno spettacolo teatrale da soli, si entra in un'altra dimensione, una dimensione onirica, dove vive solo la musica e la partitura, il genio di chi l'ha scritta e l'esecutore. Ci vuole anche molta concentrazione. Il maestro l'ho beccato per caso su subito.it, dove puoi trovare delle occasioni di lavoro (do - offro) in un tempo immediato.
Tempo che scorre
metronomi impazziti
nelle stanze gialle
del Conservatorio.
Andare dai fagottisti,
poi dai violinisti,
poi dai pianisti,
e ritornare dai fluatisti
per una bacchettata sulle mani
dal mio Maestro
con la gazzetta dello Sport
tra le mani.
Quanto m'ha insegnato poco Buetto,
che di musica però ne capiva
come un pescatore di pesci.
La sirenetta, con le sue ali brulle, i piedi affusolati accoglie i visitatori nella piazza di Mondello.
Autunno di cardite
sentimenti a iosa
malditesta passati
pillole a fiotti
e mi ricordo dell'altare
di zio Mario,
a via Pignatelli
alla mia età, prendeva
anche lui molte pillole.
Io trovo una cosa normale
prendere le pillole
c'è chi invece grida al linciaggio
farmaceutico,
li odio.
Autunno di cardite
sentimenti a iosa
malditesta passati
pillole a fiotti
e mi ricordo dell'altare
di zio Mario,
a via Pignatelli
alla mia età, prendeva
anche lui molte pillole.
Io trovo una cosa normale
prendere le pillole
c'è chi invece grida al linciaggio
farmaceutico,
li odio.
mondello
Di ritorno da Mondello.
Mattinata piacevole con Lollo a passegiare in lungo e in largo nella piazza.
Ci siamo bevuti un caffè all'impiedi e poi siamo tornati a casa.
Ma si può scrivere all'Impiedi? Dubbio. Forse si scrive staccato.
Certe sere
ho voglia di abbracciarti
di toccarti, e vedere il tuo vestito grigio
come una reliquia.
Certe sere
mi capita di vedere il mare
sono stanco di vivere
e allora trovo insulso
ogni tuo gesto,
quando invece stiamo bene
tutto torna a meraviglia
e passeggiamo
mano nella mano
come due innamorati.
Mattinata piacevole con Lollo a passegiare in lungo e in largo nella piazza.
Ci siamo bevuti un caffè all'impiedi e poi siamo tornati a casa.
Ma si può scrivere all'Impiedi? Dubbio. Forse si scrive staccato.
Certe sere
ho voglia di abbracciarti
di toccarti, e vedere il tuo vestito grigio
come una reliquia.
Certe sere
mi capita di vedere il mare
sono stanco di vivere
e allora trovo insulso
ogni tuo gesto,
quando invece stiamo bene
tutto torna a meraviglia
e passeggiamo
mano nella mano
come due innamorati.
Prokoviev sonata per flauto
La sonata di prokoviev per flauto è d'una bellezza singolare. Riporta alle atmosfere russe ma con un tocco di modernismo europeista.
Lo slancio degli accordi, tipico del compositore russo, qui s'abbina bene col suono squillante del flauto per dar vita a una sonata degna delle migliori sonate per flauto.
La feci al Conservatorio come sagio finale e uscì fuori una cosa molto bella. Ad assistermi v'erano la mamma e lo zio Michele.
Il terzo tempo, l'adagietto, è d'una tenerezza malinconica molto forte, il quarto tempo invece, allegro , è tutto uno scintillare di accordi squillanti.
Consiglio a tutti di vedere la sonata su you tube e lasciare un commento.
Silvano
Lo slancio degli accordi, tipico del compositore russo, qui s'abbina bene col suono squillante del flauto per dar vita a una sonata degna delle migliori sonate per flauto.
La feci al Conservatorio come sagio finale e uscì fuori una cosa molto bella. Ad assistermi v'erano la mamma e lo zio Michele.
Il terzo tempo, l'adagietto, è d'una tenerezza malinconica molto forte, il quarto tempo invece, allegro , è tutto uno scintillare di accordi squillanti.
Consiglio a tutti di vedere la sonata su you tube e lasciare un commento.
Silvano
finale de "le ricordanze" di Giacomo Leopardi
O Nerina! e di te forse non odo
Questi luoghi parlar? caduta forse
Dal mio pensier sei tu? Dove sei gita,
Che qui sola di te la ricordanza
Trovo, dolcezza mia? Più non ti vede
Questa Terra natal: quella finestra,
Ond'eri usata favellarmi, ed onde
Mesto riluce delle stelle il raggio,
E' deserta. Ove sei, che più non odo
La tua voce sonar, siccome un giorno,
Quando soleva ogni lontano accento
Del labbro tuo, ch'a me giungesse, il volto
Scolorarmi? Altro tempo. I giorni tuoi
Furo, mio dolce amor. Passasti. Ad altri
Il passar per la terra oggi è sortito,
E l'abitar questi odorati colli.
Ma rapida passasti; e come un sogno
Fu la tua vita. Ivi danzando; in fronte
La gioia ti splendea, splendea negli occhi
Quel confidente immaginar, quel lume
Di gioventù, quando spegneali il fato,
E giacevi. Ahi Nerina! In cor mi regna
L'antico amor. Se a feste anco talvolta,
Se a radunanze io movo, infra me stesso
Dico: o Nerina, a radunanze, a feste
Tu non ti acconci più, tu più non movi.
Se torna maggio, e ramoscelli e suoni
Van gli amanti recando alle fanciulle,
Dico: Nerina mia, per te non torna
Primavera giammai, non torna amore.
Ogni giorno sereno, ogni fiorita
Piaggia ch'io miro, ogni goder ch'io sento,
Dico: Nerina or più non gode; i campi,
L'aria non mira. Ahi tu passasti, eterno
Sospiro mio: passasti: e fia compagna
D'ogni mio vago immaginar, di tutti
I miei teneri sensi, i tristi e cari
Moti del cor, la rimembranza acerba.
Questi luoghi parlar? caduta forse
Dal mio pensier sei tu? Dove sei gita,
Che qui sola di te la ricordanza
Trovo, dolcezza mia? Più non ti vede
Questa Terra natal: quella finestra,
Ond'eri usata favellarmi, ed onde
Mesto riluce delle stelle il raggio,
E' deserta. Ove sei, che più non odo
La tua voce sonar, siccome un giorno,
Quando soleva ogni lontano accento
Del labbro tuo, ch'a me giungesse, il volto
Scolorarmi? Altro tempo. I giorni tuoi
Furo, mio dolce amor. Passasti. Ad altri
Il passar per la terra oggi è sortito,
E l'abitar questi odorati colli.
Ma rapida passasti; e come un sogno
Fu la tua vita. Ivi danzando; in fronte
La gioia ti splendea, splendea negli occhi
Quel confidente immaginar, quel lume
Di gioventù, quando spegneali il fato,
E giacevi. Ahi Nerina! In cor mi regna
L'antico amor. Se a feste anco talvolta,
Se a radunanze io movo, infra me stesso
Dico: o Nerina, a radunanze, a feste
Tu non ti acconci più, tu più non movi.
Se torna maggio, e ramoscelli e suoni
Van gli amanti recando alle fanciulle,
Dico: Nerina mia, per te non torna
Primavera giammai, non torna amore.
Ogni giorno sereno, ogni fiorita
Piaggia ch'io miro, ogni goder ch'io sento,
Dico: Nerina or più non gode; i campi,
L'aria non mira. Ahi tu passasti, eterno
Sospiro mio: passasti: e fia compagna
D'ogni mio vago immaginar, di tutti
I miei teneri sensi, i tristi e cari
Moti del cor, la rimembranza acerba.
tempo
Questa che vedete qua sotto (post precedente) è la madonnina che s'incontra andando alle terrazze dei candelai. Immagine bellissima dopo che avete camminato sotto il sole per cinque minuti. E' blu come l'acqua del mare che si vede nel percorso.
Una volta mi fermai lì e dissi una preghiera, che la giornata mi andasse bene e positiva. Quel giorno mi andò bene e in maniera positiva, scorrevano le varie ore della giornate.
Se volete una musica sulle ore digitate su youtibe "Philip Glass, the hours" un assolo di piano bellissimo e benedetto per chi ha problemi con il passare del tempo. Oppure comperatevi "Essere e tempo " di Martin Heiddeger. Un libello che ancora non ho letto sul tempo.
Il tempo è un problema si. Possiamo essere sopraffatti da esso o possiamo governarlo come nella migliore delle ipotesi. Possiamo perdere tempo, inseguirlo, essere inseguiti e tante altre ipotesi. A tal proposito anche Ungaretti ha delle pagine meravigliose sul concetto.
Je vous salue
Una volta mi fermai lì e dissi una preghiera, che la giornata mi andasse bene e positiva. Quel giorno mi andò bene e in maniera positiva, scorrevano le varie ore della giornate.
Se volete una musica sulle ore digitate su youtibe "Philip Glass, the hours" un assolo di piano bellissimo e benedetto per chi ha problemi con il passare del tempo. Oppure comperatevi "Essere e tempo " di Martin Heiddeger. Un libello che ancora non ho letto sul tempo.
Il tempo è un problema si. Possiamo essere sopraffatti da esso o possiamo governarlo come nella migliore delle ipotesi. Possiamo perdere tempo, inseguirlo, essere inseguiti e tante altre ipotesi. A tal proposito anche Ungaretti ha delle pagine meravigliose sul concetto.
Je vous salue
fatevi vivi
Finalmente ho attivato la flat, quindi non devo pagare somme spropositate di telefono.
Il mio blog continua. Fatevi vivi. Chi mi segue entri come follower e lo premierò con un post tutto particolare e dedicato a lui/lei.
Ora sto scendendo per un caffè. Lollo sta meglio. Ursy e Cetty pure.
Il mio blog continua. Fatevi vivi. Chi mi segue entri come follower e lo premierò con un post tutto particolare e dedicato a lui/lei.
Ora sto scendendo per un caffè. Lollo sta meglio. Ursy e Cetty pure.
venerdì 17 settembre 2010
La giornata volge al termine. E' stata una giornata piacevole, accetabile, per così dire, senza tanti malanni, con una soglia di sopportazione dell'esistenza alta.
Ho avuto solo un picco di stanchezza prima di uscire dal lavoro. Poi mi sono ripreso.
ORa vi dico che sto vedendo la nuova trasmissione "la vita in diretta". La Venier sovrasta Sposini.
Ho avuto solo un picco di stanchezza prima di uscire dal lavoro. Poi mi sono ripreso.
ORa vi dico che sto vedendo la nuova trasmissione "la vita in diretta". La Venier sovrasta Sposini.
giovedì 16 settembre 2010
Mi manca il mare, il blu del mare. Tant'è che ho postato due post, su facebook e su blogger col mare.
Quest'estate l'ho vissuto abbastanza. Eccovi ora un brano dal Gargantua e Pantagruele di Rabelais.
L'indomani, dopo bere si sottintende, Gargantua, il suo precettore Ponocrate, il seguito e con essi il paggio Eudemone, si misero in viaggio. E poiché il tempo era sereno e mite, suo padre gli aveva fatto fare degli stivali gialli; Babin li chiama borzacchini.
Viaggiarono allegramente, sempre in gozzoviglia, fin sopra Orlèans. Là era un'estesa foresta, trentacinque leghe lunga e larga diciassette, o all'incirca, orribilmente fertile e infestata di mosche bovine e calabroni: un vero brigantaggio per le povere giumente, gli asini e i cavalli. Ma la giumenta di Gargantua vendicò bravamente tutti gli oltraggi colà perpetrati sulle bestie della sua specie, con
un tiro che nessuno s'aspettava. Infatti, appena entrarono nella foresta, i calabroni volarono all'assalto, ma essa sguainò la sua coda e avventandola intorno, non solo li disperse, ma abbattè tutto il bosco. Come un falciatore fa cader l'erba così essa abbatteva gli alberi a torto e a traverso, di qua, di là, di su, di giù, in lungo e in largo, sopra e sotto di guisa che sparirono e bosco e calabroni: tutto il territorio fu rasa campagna.
Quest'estate l'ho vissuto abbastanza. Eccovi ora un brano dal Gargantua e Pantagruele di Rabelais.
L'indomani, dopo bere si sottintende, Gargantua, il suo precettore Ponocrate, il seguito e con essi il paggio Eudemone, si misero in viaggio. E poiché il tempo era sereno e mite, suo padre gli aveva fatto fare degli stivali gialli; Babin li chiama borzacchini.
Viaggiarono allegramente, sempre in gozzoviglia, fin sopra Orlèans. Là era un'estesa foresta, trentacinque leghe lunga e larga diciassette, o all'incirca, orribilmente fertile e infestata di mosche bovine e calabroni: un vero brigantaggio per le povere giumente, gli asini e i cavalli. Ma la giumenta di Gargantua vendicò bravamente tutti gli oltraggi colà perpetrati sulle bestie della sua specie, con
un tiro che nessuno s'aspettava. Infatti, appena entrarono nella foresta, i calabroni volarono all'assalto, ma essa sguainò la sua coda e avventandola intorno, non solo li disperse, ma abbattè tutto il bosco. Come un falciatore fa cader l'erba così essa abbatteva gli alberi a torto e a traverso, di qua, di là, di su, di giù, in lungo e in largo, sopra e sotto di guisa che sparirono e bosco e calabroni: tutto il territorio fu rasa campagna.
Mi sto riempendo di corsi. Va bene così. Danza contemporanea il ventun settembre, inglese dal 4 ottobre e tedesco dal 19 ottobre. La mia anima ne uscirà esaltata. Per questa congerie di corsi e happenings che dò alla mia vita. Senza di essi il pomeriggio mi parrebbe interminabile.
Ora sto per uscire nuovamente... je vous salue bye bye
Le sette, l'ora che prelude alla notte, che bella, la vorrei tutta per me. come un bel paio di fichi.
Ora sto per uscire nuovamente... je vous salue bye bye
Le sette, l'ora che prelude alla notte, che bella, la vorrei tutta per me. come un bel paio di fichi.
San Vito
Mi ricordo delle vacanze mitiche a San Vito Lo capo coi miei e i miei zii e mio cugino. Davamo subito di testa. La casa era un villone in riva al mare. Io e mio cugino ci muovevamo coi motorini, appasionati del guidare che era una bellezza. Là ho cominciato a fumare le mie prime sigarette nelle sale giochi buie e fumose del paese. La sera, dopo aver cenato, andavamo tutti per un caldo freddo al bar del paese e mio cugino giocava alla roulette.
La notte passava placidamente a dormire quando non si veniva coinvolti in balli di gruppo e serate in discoteca, lo Sturdust, come dimenticarlo!
Il mare la mattina, in riva al mare fino all'una, poi lo spuntino, e poi il riposino per Giuly e le parole crociate per mamma.
La notte passava placidamente a dormire quando non si veniva coinvolti in balli di gruppo e serate in discoteca, lo Sturdust, come dimenticarlo!
Il mare la mattina, in riva al mare fino all'una, poi lo spuntino, e poi il riposino per Giuly e le parole crociate per mamma.
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