domenica 31 ottobre 2010


concerto per flauto e arpa di Mozart

Che bello questo concerto. Verrebbe voglia di mangiarselo. I due strumenti solisti si compenetrano a vicenda con una leggerezza e una grazia assolute. L'armonia è possente e pare investa questi due delicati strumenti.
Intanto si sta facendo ora d'andare a tavola. Sono ancora a Casa Professa. Come voleva mia nonna. Ora vado da mamma e mangio con lei e con Lorenzo.
L'allegro è maestoso. L'andante è struggente. Lo Scherzo è vivacissimo.
Il secondo tema del primo movimento è proprio una danza.
La cadenza è veramente ben fatta, anche se un po' scontata. Molto romantico ottocentesca.

Zacchèo

Sono andato a messa, ho ascoltato la parabola di Luca su Zaccheo, questo uomo basso di statura e ricchissimo che, scontento della sua vita, sale su un sicomoro per vedere Gesù. Non appena vistolo Gesu gli dice che andrà nella sua casa. Zacchèo lo accoglie donando metà dei suoi averi ai poveri e quattro volte tanto a chi ha derubato. Una parabola davvero bella. Io mi sento in colpa per aver fatto pagare a Lorenzo metà della casa. Se fossi stato infelice e puro come Zacchéo non l'avrei dovuto fare pagare. Ma sono in difficoltà economiche e ho duvuto farlo.
A bien tot
Silvano

casa nuova

Sono qui, coi miei post a casa nuova. Ho già scritto alcune righe del mio romanzo ora mi voglio prendere una vacanza bloggando. Ieri ho dormito tutto il giorno.
Oggi mi sento bene. Rinato. Penso di andare a messa a casa professa. La settimana che inizierà sarà fitta di prove e delle mie lezioni i inglese. La lingua che ho amato nei miei vent'anni e che ancora non sono riuscito a imparare del tutto.
Le lezioni saranno il lunedì e il mercoledì dalle diciotto alle diciannove e trenta.
Lorenzo dorme a casa mia, mi dà cento euro al mese e gli offro l'alloggio.
Cettina è ricoverata e Ursula ha preso un poco le distanza. Dovrò rafforzarle perché mi piace troppo.
Sono qui ma potrei essere a Milano, ad Amsterdam, sarebbe la stessa cosa. Un vago intorpidimento delle membra mi perseguita. E' come se avessi sempre sonno. Oggi ho finito Spaesamento di Vasta. Un libro bellino, che consiglio vivamente a tutti.
Ora devo finire le vie dei tarocchi di Jodorowsky e strutture antropologiche dell'immaginario di Durand.
Libri che mi consigliava il mio maestro Michele Perriera, morto da neanche un mese. Mi manca il suo umore un casino. Lo sentivo, per così dire, lo sentivo vicino nella Palermo umida e piovosa di ogni stagione.
Questo post è finito. Spero che verrà pubblicato e vi saluto caramente
Silvano Baldi Calcagno

sabato 30 ottobre 2010

poesia

Che giorno è, che mese è , ho perso il conto.
frasi senza senso
Chopin sottobraccio e ricordarsi dello Spui
- ad Amsterdam -
intruppato nel tram che mi faceva sorvolare la città. Ora mi trovo a Palermo
con le sue lunghe strade ortogonali e neanche un canale
a parte quelli delle tv, di cui tutti vanno pazzi.
Che giorno è, che mese è , ho perso il conto
vivo in una quotidianità assoluta.
Soltanto questi Sabati mattina
mi fan pensare al mio passato.
Vorrei continuare a fare viaggi come ho sempre fatto,
fare nuove conoscenze,
mangiare in posti nuovi.
Che giorno è, che mese è, ho perso il conto.
E' da Agosto che batto sui tasti del computer per trovare un senso
a una vita dura e fredda.

ottobre

Tempo di castagne e qui va tutto bene. Mi sono trasferito a casa nuova dove per ora dorme Lorenzo che ride sempre solo. E' una presenza un po' ingombrante cui devo fare da psichiatra. Ma la cosa mi piace. Mi ricordo delle mie sedute psicoanalitiche con Malde Vigneri ritta come un assioma di donna che analizzava tutto. La serietà di quella donna mi manca, come mi mancano le mie sbordate confessionali che le propinavo una volta alla settimana.
Sono poi impegnaato nella stesura di Manlio, un romanzo che manderò all'Einaudi per farlo pubblicare. Per il resto oggi mi sono svegliato con un leggero malditesta ma ho preso un cachet per farlo calmare. Ieri sera e stakmattina ho finito Spaesamento di Giorgio Vasta che mi è piaciuto molto. E' impietoso contro i palermitani, li reputa degli scarafaggi.

venerdì 29 ottobre 2010

Attaccati come siamo alla dimensione temporale per non dire di quella spaziale che ci fa smuovere l'innamoramento, che dire di pìù? Indagare la dimensione spaziale: io sono seduto sul balconcino di casa professa e ci sono due donne sotto di me che stanno l'una in braccia all'altra. Sono belle, vestite di lillà, coi jeans scurissimi. Mi piace la dimensione del vicolo. E' un po' scostata rispetto al ponticello ma ne riceve tutti gli umori. Finalmente ho capito il terzo spettacolo che devo fare. sarà l'uomo dal fiore in bocca e personae di silvano baldi. Ecco la dimensione temporale. Insomma è sempre spazio e tempo. ciao

giovedì 28 ottobre 2010

epigramma archilocheo

grandi promesse
attaccate al vento, purpuree rose
di nervosisimo e rassegnazione. Ci si arriva col tempo, ma
ritorneremo a rallegrarci della vita,
sebbene sia costosa
Sequoie, alberi secolari per un novembre ch'ha da venire. Triste come mese lo è però sa dare momenti di assoluto romanticismo. Le prove vanno bene, procedono con una lena inaudita. Oggi devo consegnare la lettera alla segreteria della facoltà di lettere per lo spettacolo da fare al teatro nuovo.
Poi dovrei comperare un modem e un telefono per casa nuova.
salut

mercoledì 27 ottobre 2010


per Massi C.

Annunci di carta
fiori al passaggio
gialli come limoni
e tu che non ritorni
mentre va avanti la vita
tra incomprensioni e soddisfazioni
la tua è passata come un volo di rondini
ma mi hai segnato tanto.

martedì 26 ottobre 2010

tempo

Giornata accetabile. Chiarite le incomprensioni sul lavoro, mi appresto a un pomeriggio di teatro puro.
Ho prove alle cinque. Un mio amico dice che il tempo non ci conosce. Io dico che siamo noi a non conoscerlo. Ci sfugge, ci scappa, ci insegue, ritorna, si ripete, sono tutte locuzioni usate per desidnare un concetto legato al tempo. Siamo noi a doverci fare i conti ogni giorno. Col tempo. Si, fare i conti col tempo che certe volte è fugace certe altre si attarda molto sulle nostre sensazioni.
Bisogna essere dentro il tempo. Tolta ogni paura e ogni depressione, bisogna farsi accompagnare dal tempo.
Ciao Silvano

lunedì 25 ottobre 2010

Vorrei stare in un mondo perfetto

Vorrei stare in un mondo perfetto
un mondo senza invidie e ipocrisie
senza fraintendimenti e soprusi
vorrei stare in un mondo perfetto
senza rancori e paure.
Ma è impossibile,
lo dicono anche i vangeli.
Le cose si rompono
le persone non si capiscono
e non tutti sono gentili.
Silvano Baldi

rassegnazione

Ma quando l'invidia si ci mette
a rovinare tutto, con la sua dose di fuggevole apparenza
e disinteresse, allora il mondo mi crolla addosso
quando il computer si rompe
mi sento vuoto dentro e non so a chi attaccarmi.
Forse la sola cosa che mi può salvare
è accettare l'altrui mossa
per rendermi conto di dove sbaglio.

sabato 23 ottobre 2010

Giunto or sono
alla casa verde, riempita di colore.
Ho emulato il mio maestro
dipingendo un quadro che fra poco vedrete postato.
E così me ne vado in quest'aura ottobrina,
tra un cartello arruginito, un urlo in siciliano,
e una parolaccia.
Quadro di Manet. Ho affidato le parti de "le bagage", atto unico scritto da me medesimo nel 2000.
Le protagoniste sono la giornalista e addolorata e discutono di bellezza, di apparenza, di quadri, di locali vuoti. Addolorata sarà l'ombra della giornalista.
L'atto unico vuole mettere in berlina la società dell'apparenza. La giornalista chiederà ad Addolorata i vestiti da indossare a seconda che andrà a Rai Uno, Rai Due, Canale Cinque eccetera.
Gli attori sono straordinari, Marzio e Claudio. Due giovani leve del teatro sei che hanno preso il progetto con entusiasmo. Oggi è sabato matina e non vado al lavoro. Sono rilassato a casa. Tranne qualche screzio con mamma la matinata sembra apparire bene, con tante promesse e tanti nuovi intendimenti.
Riguardo alle cose da fare. Be , avvicinerò in studio verso le undici e chissà che non vedrò Ursula.
Intanto sto stringendo i contatti col teatro Nuovo dell'università. Poi devo parlare con Alfio e poi devo ritelefonare a Mazzone per il maggio al Libero.
Vorrei un teatro tuto per me, ma questo è ancora presto.
Vi saluto
Silvano

giovedì 21 ottobre 2010

Palermo

Oh indiani di Palermo,
fatemi rileggere la depressione di Pirandello,
o neri amaranto di Palermo,
che passeggiate per la via
come due innamorati,
voglio ritornare a vedere
le oscurità dell'origini
le connessioni remote
della filosofia trascendentale,
voglio riconoscere un senso in un odore
vero, geniale, profumato,
voglio danzare lo Yoda
per un anno intero con Luisa
la ballerina del porto di Palermo.
Sono al laboratorio teatrale. Niente di che per il momento. Una prova da Perriera aspettando di provare le tre sorelle di Cechov (come lo scrivono sll'inglese). Certe volte mi immagino il mondo una scatola di latta, certe altre una tastiera di cartone, certe altre un rombo di metalloplastica. Fatto sta che ora sono a primo piano e posso mommiare la via (cosa che non mi è consentita al decimo dove abito). E' bello guardare i passanti di un vicolo. E' davvero interessante. Vi si inoltrano con fare incerto, peregrino e sono circospetti e guardano di qua e di là come se avessero contratto la peste.
Sono un po' giù stamane, perché ieri mi sono sentito male. Una pesantezza al petto indescrivibile. Oggi sto bene ma risento di ieri. La vita è così, è delicata. Delicata come un computer nuovo, una macchina fotografica nuova, un bracciale nuovo. Poi si va a finire sempre al venale. Comunque iniziammo col laboratorio teatrale. Ho conosciuto Giusy che mi ha fatto un'impressione buonissima. Gentile, cordiale e fattiva. E' laireanda al DAMS. Faremo grandi cose insieme.
Je vous salue
Silvano

martirio di santa caterina

E' in mostra per ora a Santo Stefano protomartire, a Palermo, un quadro di uno Pseudocaravaggio dal titolo "il martirio di Santa CAterina". E' un quadro meraviglioso. In primo piano il corpo di Santa Caterina, disteso a terra, con la testa mozzata da cui esce un rivo di sangue, le gambe tutte girate a sinistra . Il corpo non è composto come potrebbe essere quello di un'Ofelia, ma è ritratto nell'atto di morire con le convulsioni. Illuminato da una luce bianca accecnte, sulla sinistra, si trova il boia, un uomo stacciuto, con due grossi bicipiti. A destra una teoria di persone che guardano. La luce cade su una popolana che illumina anche la fonte di questa luce che proviene tutta da sinistra. Da vedere. costo 2 euro

mercoledì 20 ottobre 2010


poesia#9

In un mondo di tenebra e limone
mi sei apparsa tu,
col tuo sorriso viola e gli occhi da gigante,
recitasti la parte di Mommina,
e guardavo stanco gli occhi assonnati,
mentre la tua foga
ridava all'Assoluto un nuovo nome.

Mi sei apparsa con gli occhi da cerbiatto
e i tuoi capelli amaranto
con la tua voce nasale e afona,
che mi davi comandi
in cagnesco.
Ma io mi abituo
il potere non mi spaventa
anzi lo desidero
come una sciatta mogliettina di provincia.
Nuovo post al sorbetto di limone. E' da un scco che non scrivo. L'omicidio Scazzi è disgustoso.
Viviamo in un mondo di tenebre e la famiglia tradizionale è in piena crisi.
PEr il resto va tuto bene. Oggi ho lo jodatraining, poi avrò le prove di "tre sorelle.org" alle sedici e poi a casa.
Je vous salue
Silvano

lunedì 18 ottobre 2010

LA COMPAGNIA TEATRALE "TEATRO SEI" DIRETTA DA SILVANO BALDI CERCA ATTORI E ATTRICI DA INSERIRE NEL PROPRIO ORGANICO.
PER FISSARE UN PROVINO TELEFONARE AL 3495300796
SILVANO BALDI, DIRECTOR
Oggi è il compleanno di mia sorella Alessandra e io devo archiviare un bel po' di cose. Sono stressatissimo. Civ grida come un pazzo. Sono venuto con lo scooter al lavoro e sta piovendo, insomma una giornata che non promette molto bene. Comunque, je vous salue...

domenica 17 ottobre 2010

poesia#8

Mi sento di metallo,
come una pietra pomice
che si muove
sul selciato
mi sento dada,
en verve...

personal

Aspetto d'andare da Cetty e sono con la Ventura a duemila per far passare la domenica.
Mamma è andata a Caltanissetta e mi ha abbandonato.
Papà manco a dirsi.
In any case c'è la Cetty che mi aspetta e la Ursy che m'ha invitato.
Procedo col lavoro a gonfie vele, coi due romanzi un po' meno, col pianoforte a gonfie vele, con lo Jodatraining un po' meno. BE, non si può fare tutto al meglio! Ora mi comincia pure l'inglese!
In any case, vorrei scrivere un post moderno, nuovo. Ho scaricato Tigre reale di Verga e la caccia di diana di Boccaccio. Oggi ho mangiato coi miei nipoti, li ho trovati fatti grandi e belli.
Beatrice è pazza per la letteratura!
JE vous salue
Silvano

poesia#7

Domenica insonne,
freccette in via Autonomia Siciliana,
sparsi qua e là piccioni morti,
sono più lenti,
monologo della milanese,
impeto distruttivo,
freddo che sale
e te che sei lontana,
illustre e malata di noia,
che mi aspetti in via Milano,
per dirmi ti amo.

sabato 16 ottobre 2010


Finalmente ritrovo il piacere di scrivere sul blog. Sto facendo un casino di cose. Due spettacoli teatrali e un progetto di romanzetto. Poi il lavoro va bene, faccio lo scrittore e il segretario e il regista. Ho fondato un nuovo teatro che ha nome di "teatro sei" in memoria de la stanza N° 6 di Anton Cecov. Grande novella del maestro russo.
Vi saluto e lasciate qualche commento!

martedì 12 ottobre 2010

teatro sei

Sono da Ulla, sto per andare al monolocale, al teatro sei, a Ballarò come volete chiamarlo chiamatelo, per ricevere i miei primi due attori de lo spettacolo tre sorelle.org che debutterà in dicembre al Palab.
Intanto sono emozionatissimo, di fare una cosa mia finalmente, e potermi così sbizzarrire a fare le mie cose.
salut
Silvano

lunedì 11 ottobre 2010

poesia #5

Palermo, scalzata tra un topo e una scaffa,
gotica e perpetua,
indaffarata e assente,
cialtrona e competente,
cercare una parola in via Dante,
ritrovarla in via Malaspina, tra un bistrot
e un gommista.
Palermo dai mille volti,
dalle mille movenze, che s'incunea
tra le esse dei suoi vicoli.
Palermo esterrefatta e stanca
tenera e pervicace,
coi calzolai e gli elettrauti,
i baristi e gli scrittori,
i fotografi e i compositori,
i commercianti travestiti.
Palermo, ultimo suono della campanella.

teatro

Il mio teatro si chiamerà "Teatro Ballarò" proprio perché immerso nel quartiere di Ballarò. Casa nuova è un amore. Ieri ho comperato due piante deliziose con Cetty.
Un alberello e una pianta rossa e verde. Siamo andati dal fioraio vicino il porto.
I miei due romanzi procedono. Sto iniziando anche un testo di teatro che s'intitolerà "sei " in omaggio alla numerologia di Jodorowsky che la trovo splendida.
A chi volesse intraprendere regia (io l'ho fatta col mio maestro Michele Perriera) consiglio: La via dei Tarocchi di Jodorowsky e strutture antropologiche dell'immaginario e i testi di Stanislasky.

Il testo che faremo sarà "tre sorelle.org" scritto da me medesimo credo tre o quattro anni fa. Si tratta di una rivisitazione in chiave psicoanalitica del capolavoro cecoviano. I personaggi da tredici diventano quattro. Si salvano soltanto le tre sorelle (Olga, Mascia e Irina) e l'ufficiale medico. L trama si svolge a casa delle tre sorelle ma si prendono del testo in esame soltanto l'incipit e l'explicit. Nel bel mezzo il plot è contaminato da incursioni letterarie care a me medesimo.
L'infanzia di Cecov è stata piena di sofferenze. Viveva nella miseria e aveva un padre violento. Lui stesso riporta in un suo racconto che il padre lo picchiava da quando si alzava a quando andava a letto. Ora io immagino che le tre sorelle siano violentate fisicamente da tutti i personaggi della guarnigione che prende stanza vicino casa delle tre sorelle. Violentate si, come Cecov da bambino. In effetti le atmosfere di Cecov (parlare del vano e dell'inutile, il rapporto col tempo che passa lento, la noia e l'abbrutimento, la volontà di cambiare vita) traspaiono tutte ma sono corroborate da questa confessione che fanno di essere state violentate a turno da tutti i componenti della famiglia.
Un ritorno del rimosso, per dirla con Francesco Orlando, in piena regola. E' come se dalle parole delle tre sorelle promanasse un sentore di violenze ancestrli, di botte prese da orbi, da un padre maledetto, e questo l'ho trasposto in scena!

domenica 10 ottobre 2010

domenica

Sto passando a prendere Cetty, andiamo nella casa nuova. Sarà bello. Vorrei potermi collegare anche da lì. Mi sa che oggi chiamo G*** per riuscire a connettermi.
Giornate piacevoli. Ho ripreso gusto a fare le cose che facevo da ragazzino cioè letteratura, musica e teatro. Le tre grandi mie passioni. Il teatro lo farò a vicolo Casa Professa. Mi aspetto di conoscere grandi attori con cui poter instaurare un rapporto di lavoro proficuo e stimolante.
Intanto continuo lo studio del pianoforte e dello Yodatraining.
Leggo Cecov, morto a 44 anni e penso sempre a Massi. A quanto avrebbe potuto ancora vivere.
Vi saluto
Silvano