Augusto
l'amore dei miei vent'anni, gli imperatori romani e tutta la foga che vi si metteva nel declinarli. Oppure gli aoristi attivi e pasivi greci o i canoni degli italiani.
Quanta foga!
Ero a casa P***, dalle sorelle terribili e altissime, con le loro unghia da sparviero.
Mi ci divertivo, erano belle, radiose, simpatiche. Eco, la parola che usavamo di più era simpatico perché rivelava un che di circospetto e di debita distanza.
Erano pomeriggi belli, sembra l'ombra della solitudine, tutti indaffarati a far mille cose, negletti un po' ma con il sound nell'anima, quello che viene dall'inconscio...
Jean andò a dormire presto quel giorno, voleva sbarazzarsi di tutti e di tutto.
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