Sicilia tenera
bedda pervicace
cocaina in bocca
la bush a telefono.
Giorni mortali
in Egitto.
sabato 27 luglio 2013
giovedì 25 luglio 2013
atto unico
A J. P. Sartre.
Lei mi sta origliando,
è tutta protesa in avanti
la stanza è verde, di quei verdi che accecano la vista.
Difronte l'Ucciardone. Lui, solo,
cammina bevendo un vodkalemon ghiacciato.
Passa qualche macchina,
oddìo gli occhiali, ancora una volta sono strabica,
-e tu balbuziente, scemo.
Ore 8.oo sveglia scendere senza Talost per
l'ascensore dorato di questo palazzo a forma di esse,
scendere, morire, crepare
per non essermi voluta abbigliare, mai abbigliare,
dita che fanno male, odio
un posto al sole. Strabica sono strabica,
e vedo tutto di traverso. Siamo scimmie, no,
siamo uomini, coloro che mangiano dall'alto, o av tropos, forse un luogo...
lunedì 22 luglio 2013
22 Luglio
Mi tengo in piedi, e scrivo con quel peracottaro di Eco, sull'Espresso, aspetto che mi pubblichino l'articolo. Che bello domani 900 euro di stipendio. Mi sa che farò un viaggio in Italia.
Ho mandato Frank, un antifurto ha devastato le cinque del pomeriggio.
Adesso sono le sei meno cinque. Sono bibliotecario e me ne vanto.
Ho mandato Frank, un antifurto ha devastato le cinque del pomeriggio.
Adesso sono le sei meno cinque. Sono bibliotecario e me ne vanto.
mercoledì 17 luglio 2013
17 Luglio
Tempo
di lavoro
e di meraviglie offerte
dal tempo. Il cugino trasmetteva
il padre lavorava,
la figliastra s'allenava.
Oh, scusi, non si dice più figliatra...
Figlia, figlia, figlia.
martedì 16 luglio 2013
contra pharmakos
Ritorno
come da un infinito sonno,
senza frontiere. Oggi ho smesso
il risperdal e mi sento bene. Non più
ottundimenti di mente, ma sentore di mare agitato
e ho smesso anche il cipralex
l'antidepressivo e vedo la realtà migliore.
come da un infinito sonno,
senza frontiere. Oggi ho smesso
il risperdal e mi sento bene. Non più
ottundimenti di mente, ma sentore di mare agitato
e ho smesso anche il cipralex
l'antidepressivo e vedo la realtà migliore.
giovedì 4 luglio 2013
poesia
a Gabriel Garcia Marquez
Mi perdo
per questo blog mai nato
e morto
tra le carte della Boucherie.
Sto
a Palermo, e lavoro
e m'hanno
proposto pure
un servizio di fotografie.
Che cosa anni trenta
direbbe D. da Palermo,
questo tuo fare strano
m'ha disgustato. E ora ristò
ad agognare il caldo ed io
mi muovo così, sculetto
come ogni amadòr de lo cielo.
Mi perdo
per questo blog mai nato
e morto
tra le carte della Boucherie.
Sto
a Palermo, e lavoro
e m'hanno
proposto pure
un servizio di fotografie.
Che cosa anni trenta
direbbe D. da Palermo,
questo tuo fare strano
m'ha disgustato. E ora ristò
ad agognare il caldo ed io
mi muovo così, sculetto
come ogni amadòr de lo cielo.
platone
Platone, nel VII della Repubblica, dice di dover esercitare la musica.
Che la musica è una tra le più nobili arti. In effetti io, mio cugino e mio cugino piccolo pratichiamo la musica.
Platone dice che l'anima è tripartita. Una razionale, una animale e l'altra vegetale. io propendo senza dubbio per tutt'e tre.
Plato
che sbornia colossale.
ciao
S
Che la musica è una tra le più nobili arti. In effetti io, mio cugino e mio cugino piccolo pratichiamo la musica.
Platone dice che l'anima è tripartita. Una razionale, una animale e l'altra vegetale. io propendo senza dubbio per tutt'e tre.
Plato
che sbornia colossale.
ciao
S
sabato 29 giugno 2013
mercoledì 26 giugno 2013
Lumie
O luce,
Che scaldi verdi biblioteche.
Stanchi, ritte
Le bidelle parlano tra loro.
T'accendo ogni mattina alle otto.
Mi rivedo riflesso
Come l'ombra d'Argo,
Che Nettuno non vede e
M'appoggio su omeri forti
E scrivo con
Le mani screpolate.
C'è tutto l'Ottocento e Manzoni,
Dio, non m'indurre in tentazioni.
Vorrei proprio prendere un caffè
Al Malaga, ma sto ritto
Come un monaco dietro a una grata.
Che scaldi verdi biblioteche.
Stanchi, ritte
Le bidelle parlano tra loro.
T'accendo ogni mattina alle otto.
Mi rivedo riflesso
Come l'ombra d'Argo,
Che Nettuno non vede e
M'appoggio su omeri forti
E scrivo con
Le mani screpolate.
C'è tutto l'Ottocento e Manzoni,
Dio, non m'indurre in tentazioni.
Vorrei proprio prendere un caffè
Al Malaga, ma sto ritto
Come un monaco dietro a una grata.
giovedì 20 giugno 2013
FORSTER
Certe volte penso che la musica a tutto volume mi spacchi il Forster.
E' un pioanoforte elegante, nero, con le maniglie dorate e i 92 tasti d'ebano e avorio pregiati.
Me lo regalò mia nonna, la Santissima Maria Lucrezia Marino, duchessa di Leyra.
Ciao
E' un pioanoforte elegante, nero, con le maniglie dorate e i 92 tasti d'ebano e avorio pregiati.
Me lo regalò mia nonna, la Santissima Maria Lucrezia Marino, duchessa di Leyra.
Ciao
domenica 16 giugno 2013
martedì 11 giugno 2013
Ogni ora
Ogni ora
penso a te, che
m'hai lasciato l'orata
in freezer.
Ogni ora
penso a te che m'hai spiegato
che la forma dell'orecchio è quella del feto.
Ogni ora m'appari Maricol
saggia e viperella.
Ogni ora passa scandita
dalla campanella - finalmente -.
Dopo tanto peregrinare le ore
vengono a me.
penso a te, che
m'hai lasciato l'orata
in freezer.
Ogni ora
penso a te che m'hai spiegato
che la forma dell'orecchio è quella del feto.
Ogni ora m'appari Maricol
saggia e viperella.
Ogni ora passa scandita
dalla campanella - finalmente -.
Dopo tanto peregrinare le ore
vengono a me.
domenica 9 giugno 2013
domenica allegra
Uno le cose le deve costruire da sé. La fortuna arriva anche. Sono in accappatojo.
Sono le 23.38 di domenica 9 Giugno 2013. Uscito tutta la settimana. Bello. Mi piace Palermo.
Mi piace l'inglese e il vino, il Rise up...
Sono le 23.38 di domenica 9 Giugno 2013. Uscito tutta la settimana. Bello. Mi piace Palermo.
Mi piace l'inglese e il vino, il Rise up...
venerdì 7 giugno 2013
SOLITUDO 2
Ma perché amava Gianfranco? Per il suo fare sinuoso, avvolgente, perché più alto?
Intanto leggeva Hugo. E ascoltava la radio. Caterina non pensò che era in procinto di svenire.
Cos'è l'assenza? L'astenersi, lo scotto del sapere, il mettere a posto le cose, come si dice.
Adoro gli anacoluti. Una volta andai nella casa di Verga. Un silenzio e una bellezza accecanti
(continua)
Intanto leggeva Hugo. E ascoltava la radio. Caterina non pensò che era in procinto di svenire.
Cos'è l'assenza? L'astenersi, lo scotto del sapere, il mettere a posto le cose, come si dice.
Adoro gli anacoluti. Una volta andai nella casa di Verga. Un silenzio e una bellezza accecanti
(continua)
mercoledì 5 giugno 2013
domenica 2 giugno 2013
L'intesa
A dispetto di tutti gli adolescenti - me compreso - che hanno sempre agognato di lasciare l'isola (Sicilia), oggi, a più di quarant'anni ho messo a fuoco un elemento che , se a volte può esser disturbante, è sicuramente la miglior cosa di noi isolani: l'intesa.
Non la trovi in nessun'altra parte del mondo. L'intesa... Non hai un euro , passi domani, tanto siamo in un'isola, non puoi scappare; danno la rassegna cinematografica a tematica LGBT: la maschera ti fa restare anche per il secondo film. E non dice niente. Certe volte alcuni si intrufolano troppo nella tua vita per esempio non capendo che uno fa delle manovre per posteggiare sotto casa sua e gli altri autos ti urlano, ma che fai, chi stai faciennu, chi ti sienti a to' casa, sì, sono a casa mia, avrei voluto rispondergli, questa è casa mia e faccio quel che voglio. Ecco, l'intesa è un comunismo taciuto, una simpatia collettiva che non ritrovi tra i colletti e le gonne del Nord. Il tanto amato Nord che ormai ci sta sul cazzo e che bombarda di nordismo - Littizzetto compresa - le tv del regno. Ero a Roma, qualche settimana fa. Mi mancavano soldi. Ho detto all'albergatore, me li presti, le faccio un bonifico lunedì, le lascio gli estremi della mia carta d'identità. Niente. Volevano la monetaglia. Forse a Palermo me li avrebbero dati.
L'isola mi piace perché tutti hanno a cuore la propria città e se c'è un fazzolettino per terra, o un bicchiere mezzo vuoto sul marciapiedi , non è per inciviltà, ma è per abbellire il posto, per far sentire il proprio passaggio. A chi avrà - da vecchio - la memoria corta anche questo potrà servire.
Mugugni qualcosa tipo nnnmipiacequestcanz, te la cambiano , ti mettono quella francese perché sanno che il giorno dopo (lo avranno letto sul meraviglioso Balarm?) c'è Laurence all'ABC, un film francese che non ti puoi perdere.
SBC
Non la trovi in nessun'altra parte del mondo. L'intesa... Non hai un euro , passi domani, tanto siamo in un'isola, non puoi scappare; danno la rassegna cinematografica a tematica LGBT: la maschera ti fa restare anche per il secondo film. E non dice niente. Certe volte alcuni si intrufolano troppo nella tua vita per esempio non capendo che uno fa delle manovre per posteggiare sotto casa sua e gli altri autos ti urlano, ma che fai, chi stai faciennu, chi ti sienti a to' casa, sì, sono a casa mia, avrei voluto rispondergli, questa è casa mia e faccio quel che voglio. Ecco, l'intesa è un comunismo taciuto, una simpatia collettiva che non ritrovi tra i colletti e le gonne del Nord. Il tanto amato Nord che ormai ci sta sul cazzo e che bombarda di nordismo - Littizzetto compresa - le tv del regno. Ero a Roma, qualche settimana fa. Mi mancavano soldi. Ho detto all'albergatore, me li presti, le faccio un bonifico lunedì, le lascio gli estremi della mia carta d'identità. Niente. Volevano la monetaglia. Forse a Palermo me li avrebbero dati.
L'isola mi piace perché tutti hanno a cuore la propria città e se c'è un fazzolettino per terra, o un bicchiere mezzo vuoto sul marciapiedi , non è per inciviltà, ma è per abbellire il posto, per far sentire il proprio passaggio. A chi avrà - da vecchio - la memoria corta anche questo potrà servire.
Mugugni qualcosa tipo nnnmipiacequestcanz, te la cambiano , ti mettono quella francese perché sanno che il giorno dopo (lo avranno letto sul meraviglioso Balarm?) c'è Laurence all'ABC, un film francese che non ti puoi perdere.
SBC
spontaneismo
E' una corrente postesistenzialista che ha preso piede coi reality per poi sfociare in un sentire comune (soprattutto femminile) e nei telefilm in diretta.
Lo detesto. Prima di agire occorre pensare, progettare, pensare, pensare e poi ripensare. Sì, certe volte l'anacoluto ti spiazza così come la frase spontanea. Ma lo spontaneismo genera violenza. Genera solitudine. --Dammi un bicchiere d'acqua. No!, - Per favore mi daresti un bicchier d'acqua?
Tossisci, una cafona si alza di scatto come se avessi la polmonite.
Lo spontaneismo dei sentimenti genera solitudine e violenza. Bisogna sopportare, sopportare i giochi della fortuna e soprattutto pensare prima di parlare.
E il flusso di coscienza, dove lo mettiamo? E se lo spontaneismo non fosse il risultato delle dissertazioni di Joyce e Freud, e Jung, per fottere l'inconscio sul tempo?
In questo caso le signorinelle vorrebbero agire sull'inconscio collettivo..,.
Bhe, questo è un altro problema e ne parleremo nel prossimo post.
Lo detesto. Prima di agire occorre pensare, progettare, pensare, pensare e poi ripensare. Sì, certe volte l'anacoluto ti spiazza così come la frase spontanea. Ma lo spontaneismo genera violenza. Genera solitudine. --Dammi un bicchiere d'acqua. No!, - Per favore mi daresti un bicchier d'acqua?
Tossisci, una cafona si alza di scatto come se avessi la polmonite.
Lo spontaneismo dei sentimenti genera solitudine e violenza. Bisogna sopportare, sopportare i giochi della fortuna e soprattutto pensare prima di parlare.
E il flusso di coscienza, dove lo mettiamo? E se lo spontaneismo non fosse il risultato delle dissertazioni di Joyce e Freud, e Jung, per fottere l'inconscio sul tempo?
In questo caso le signorinelle vorrebbero agire sull'inconscio collettivo..,.
Bhe, questo è un altro problema e ne parleremo nel prossimo post.
giovedì 30 maggio 2013
FLOOD
E' con mio profondo rammarico che oggi, svoltando l'angolo della cattedrale, ho visto la scritta "flood" sul marmo che sostiene una delle statue del seicento che ornano la piazza.
Ora dico, potrebbe questo graffittaro scriverlo sopra il suo cesso o negli occhi di suo padre, invece di imbrattare uno dei più bei monumenti del mondo. E' come se avessero graffittato il duomo di Milano o le torri di Bologna. Io darei a questo giovanotto un anno e mezzo di galera.
Oggi è un giorno triste per Palermo. I vari 222kk, cfk, seno, cominciano a farmi simpatia, con le loro scritte sghembe allietano gli occhi degli automobilisti e dei passanti e danno uno slancio gioioso alla giornata. E se sui muri dei palazzi del Novecento stanno bene, su quelli dell'800 un po' meno, sulle ville settecentesche e sulla cattedrale sono un atto infingardo, riprovevole, disgustoso. Flood sei oltre il disgusto. Devi marcire in gattabuia.
Ora dico, potrebbe questo graffittaro scriverlo sopra il suo cesso o negli occhi di suo padre, invece di imbrattare uno dei più bei monumenti del mondo. E' come se avessero graffittato il duomo di Milano o le torri di Bologna. Io darei a questo giovanotto un anno e mezzo di galera.
Oggi è un giorno triste per Palermo. I vari 222kk, cfk, seno, cominciano a farmi simpatia, con le loro scritte sghembe allietano gli occhi degli automobilisti e dei passanti e danno uno slancio gioioso alla giornata. E se sui muri dei palazzi del Novecento stanno bene, su quelli dell'800 un po' meno, sulle ville settecentesche e sulla cattedrale sono un atto infingardo, riprovevole, disgustoso. Flood sei oltre il disgusto. Devi marcire in gattabuia.
lunedì 27 maggio 2013
sabato 25 maggio 2013
venerdì 24 maggio 2013
MOSTRA SU TONDELLI
Oggi grande inaugurazione, a Palazzo Ziino alle 18, della mia mostra.
Pier Vittorio Tondelli: cronache dagli anni 80.
Andateci.
E' visitabile dalle 9.30 alle 18.30 dal 24 maggio all'8 Giugno.
Palazzo Ziino
Via Dante 53
PALERMO
Pier Vittorio Tondelli: cronache dagli anni 80.
Andateci.
E' visitabile dalle 9.30 alle 18.30 dal 24 maggio all'8 Giugno.
Palazzo Ziino
Via Dante 53
PALERMO
sabato 11 maggio 2013
venerdì 10
Sceso alla Vucciria per ben due volte
e incontrato Lulù e Claudia e prima Peppe, Peppe e Ivan.
Taverna azzurra... quanti ricordi. Giro per via Dante con fare austero.
Trovo il Vangelo una sbornia sui rapporti padre e figlio. Le donne non erano comprese? Desiderate? Viste?. Insomma Matteo e Marco e Luca e Giovanni li trovo un po' maschilisti.
Quel boja di mio padre non si fa sentire da tre settimane.
ma mi sento ancora il suo alito sul collo. Il divorzio l'ha totalmente abbarruito.
Ora è tra le grinfie di una miserella cogliona inetta e la cosa peggiora.
In any case, questo venerdì 10 Maggio mi sono divertito. Tranne la manovra a Ballarò...
e incontrato Lulù e Claudia e prima Peppe, Peppe e Ivan.
Taverna azzurra... quanti ricordi. Giro per via Dante con fare austero.
Trovo il Vangelo una sbornia sui rapporti padre e figlio. Le donne non erano comprese? Desiderate? Viste?. Insomma Matteo e Marco e Luca e Giovanni li trovo un po' maschilisti.
Quel boja di mio padre non si fa sentire da tre settimane.
ma mi sento ancora il suo alito sul collo. Il divorzio l'ha totalmente abbarruito.
Ora è tra le grinfie di una miserella cogliona inetta e la cosa peggiora.
In any case, questo venerdì 10 Maggio mi sono divertito. Tranne la manovra a Ballarò...
giovedì 9 maggio 2013
sabato 4 maggio 2013
SOLITUDO I
Caterina Castrofilippo, nata Misilmeri, leggeva e rileggeva. Le persiane erano chiuse. Un odore stantio di muffa usciva dal frigo.
Dall'altra parte della città c'era Federico, l'uomo bionico, che si trastullava con l'ingegneria.
Da un altro lato c'era Silvano, lo scrittore, che si trastullava con le sacre lettere.
Dall'altra parte c'era Angela, la psicologa, che si trastullava con la psicologia. Dall'altra Dora, che si godeva la pensione.
Un uomo, sui trentatré anni si aggirava per la casa di Caterina con fare scuro.
Casa di Caterina era immensa, tetti altissimi, terrazze, balconi, fioriere, salotti che si rincorrevano l'uno con l'altro, era quanto di più desiderabile si possa volere da una casa.
Caterina leggeva Proust, un po' la annojava a dire il vero, ma era una lettura, la sua, intima, pervicace, come se si fosse trovata dalla psicanalista.
Il nome dell'uomo che si aggirava per la casa di Caterina era Gianfranco. Un uomo alto, biondo, con la testa scavata.
-dai andiamo a fare una nuotata, disse lui.
E Caterina, no, dai, voglio ascoltare Deegay, e poi siamo a Maggio, con questo tempo non voglio uscire.
I due si conoscevano da tre anni. SI erano conosciuti alla taverna azzurra un piovoso sabato di Ottobre.
-Voglio andare all'addaura
-e no, dai, Gianfranco, voglio stare a casa.
Eravamo a Maggio e un cielo nebbioso avvolgeva Palermo. Una cosa un tantino pesante.
Gianfranco poi uscì da solo e Caterina si ritrovò tutta sola, col cane, coi suoi computers e la puzza di muffa che usciva dal frigo. Telefonò a Leonetta, una gonzaghina niente male, che erano amiche sin dai tempi del liceo, niente. Occupato. Guarnita al punto giusto - era vestita con una liseuse lilla e dei jeans - vagava per la casa pensando a cosa fosse la solitudine.
Non le veniva in mente nessun pensiero chiaro. Pensava che alla compagnia dobbiamo alternare la solitudine, che questo è il decorso delle cose. In una parola, amava Gianfranco.
(continua)
Dall'altra parte della città c'era Federico, l'uomo bionico, che si trastullava con l'ingegneria.
Da un altro lato c'era Silvano, lo scrittore, che si trastullava con le sacre lettere.
Dall'altra parte c'era Angela, la psicologa, che si trastullava con la psicologia. Dall'altra Dora, che si godeva la pensione.
Un uomo, sui trentatré anni si aggirava per la casa di Caterina con fare scuro.
Casa di Caterina era immensa, tetti altissimi, terrazze, balconi, fioriere, salotti che si rincorrevano l'uno con l'altro, era quanto di più desiderabile si possa volere da una casa.
Caterina leggeva Proust, un po' la annojava a dire il vero, ma era una lettura, la sua, intima, pervicace, come se si fosse trovata dalla psicanalista.
Il nome dell'uomo che si aggirava per la casa di Caterina era Gianfranco. Un uomo alto, biondo, con la testa scavata.
-dai andiamo a fare una nuotata, disse lui.
E Caterina, no, dai, voglio ascoltare Deegay, e poi siamo a Maggio, con questo tempo non voglio uscire.
I due si conoscevano da tre anni. SI erano conosciuti alla taverna azzurra un piovoso sabato di Ottobre.
-Voglio andare all'addaura
-e no, dai, Gianfranco, voglio stare a casa.
Eravamo a Maggio e un cielo nebbioso avvolgeva Palermo. Una cosa un tantino pesante.
Gianfranco poi uscì da solo e Caterina si ritrovò tutta sola, col cane, coi suoi computers e la puzza di muffa che usciva dal frigo. Telefonò a Leonetta, una gonzaghina niente male, che erano amiche sin dai tempi del liceo, niente. Occupato. Guarnita al punto giusto - era vestita con una liseuse lilla e dei jeans - vagava per la casa pensando a cosa fosse la solitudine.
Non le veniva in mente nessun pensiero chiaro. Pensava che alla compagnia dobbiamo alternare la solitudine, che questo è il decorso delle cose. In una parola, amava Gianfranco.
(continua)
DEEGAY
Trasmettono musica fichissima.
Il sito è deegay.it ed è un network di lusso.
In queste serate di magra di maggio, quando i pomeriggi non trascorrono mai e le donne guardano nel vuoto e poi si girano e camminano, e prendono un bicchiere (con la canna ovviamente), un po' di buona musica fa sempre piacere. Per non parlare poi dei bei momenti passati in macchina con lo stereo a tutto volume col clavicembalo ben temperato di Bach o le Suite Inglesi dello stesso. Una follia verso lo zen, attraversare la circonvallazione, e poi uscire da quella salita che ti riporta in città. E poi entrare nei casermoni dove smerciano la roba a quaranta euro.
Sono occasioni, avrebbe detto il mio maestro, che non si devono perdere.
Hanno chiuso Monte Pellegrino, ci andavo con Gianca che tristezza. Ora hanno sbarrato il passo, sarà caduto qualche masso.
Palermo è rinata. Le cose si stanno muovendo e io mi sento bene. Ho financo il numero di Alby, chissà quando usciremo. Intanto postiamo tutto su facebook che è una gran figata. Vedersi dora e fefe che nn sanno che scrivere, o dire che sono a favore dell'adozione ai singles non ha prezzo.
Voglio crescere un bambino, con mia madre, coi miei amici ma non lo voglio fare, voglio il bimbo di qualcun altro, che mi parli una lingua tutta sua. Vorrei andare in un orfanotrofio e sceglierlo.
Cetty si alzò. Detestava quando scrivevo. Oggi ci sarebbe stato il Rise Up coi maschioni nascosti nei camerini e la musica a tutto volume, chissà quante carte vogliono all'ingresso. Intanto ho trenta euro e la cosa mi inorgoglisce non poco. Sono soldi di mia madre, sudati con ore e ore di relazioni su abusi e divorzi. Comunque. Il mio stipendio va vias in due giorni, sono un po' come mio zio Ernesto che i soldi non se li faceva bastare. Certe colte provo uno strano sadismo per persone che intralciano la mia esistenza, per altri commiserazione e rispetto.
Sono aggaddato con mio padre, non mi è venuto a prendere all'aeroporto, spende tutti i soldi per sua figlia e a me non dà niente. Intanto TAlost è incredibile. Ha un sorriso dolcissimo e ha delle movenze da venticinquenne niente male. Lo voglio proporre come modello a un'agenzia milanese.
Per ora la vita mi va bene. Ho ripreso a scrivere finalmente. Sono intrippato con la morfologia della fiaba di Propp. Una descrizione meravigliosa della trama di un romanzo. La partenza e il ritorno dell'eroe, il filtro magico, il ritorno, la delazione, il tranello...
Deegay è veramente figa. Una canzone bella dopo l'altra. Ora mamma sta acquistando il televisore nuovo per la sua stanza, vuole ritirarsi come una monaca di clausura.
Il sito è deegay.it ed è un network di lusso.
In queste serate di magra di maggio, quando i pomeriggi non trascorrono mai e le donne guardano nel vuoto e poi si girano e camminano, e prendono un bicchiere (con la canna ovviamente), un po' di buona musica fa sempre piacere. Per non parlare poi dei bei momenti passati in macchina con lo stereo a tutto volume col clavicembalo ben temperato di Bach o le Suite Inglesi dello stesso. Una follia verso lo zen, attraversare la circonvallazione, e poi uscire da quella salita che ti riporta in città. E poi entrare nei casermoni dove smerciano la roba a quaranta euro.
Sono occasioni, avrebbe detto il mio maestro, che non si devono perdere.
Hanno chiuso Monte Pellegrino, ci andavo con Gianca che tristezza. Ora hanno sbarrato il passo, sarà caduto qualche masso.
Palermo è rinata. Le cose si stanno muovendo e io mi sento bene. Ho financo il numero di Alby, chissà quando usciremo. Intanto postiamo tutto su facebook che è una gran figata. Vedersi dora e fefe che nn sanno che scrivere, o dire che sono a favore dell'adozione ai singles non ha prezzo.
Voglio crescere un bambino, con mia madre, coi miei amici ma non lo voglio fare, voglio il bimbo di qualcun altro, che mi parli una lingua tutta sua. Vorrei andare in un orfanotrofio e sceglierlo.
Cetty si alzò. Detestava quando scrivevo. Oggi ci sarebbe stato il Rise Up coi maschioni nascosti nei camerini e la musica a tutto volume, chissà quante carte vogliono all'ingresso. Intanto ho trenta euro e la cosa mi inorgoglisce non poco. Sono soldi di mia madre, sudati con ore e ore di relazioni su abusi e divorzi. Comunque. Il mio stipendio va vias in due giorni, sono un po' come mio zio Ernesto che i soldi non se li faceva bastare. Certe colte provo uno strano sadismo per persone che intralciano la mia esistenza, per altri commiserazione e rispetto.
Sono aggaddato con mio padre, non mi è venuto a prendere all'aeroporto, spende tutti i soldi per sua figlia e a me non dà niente. Intanto TAlost è incredibile. Ha un sorriso dolcissimo e ha delle movenze da venticinquenne niente male. Lo voglio proporre come modello a un'agenzia milanese.
Per ora la vita mi va bene. Ho ripreso a scrivere finalmente. Sono intrippato con la morfologia della fiaba di Propp. Una descrizione meravigliosa della trama di un romanzo. La partenza e il ritorno dell'eroe, il filtro magico, il ritorno, la delazione, il tranello...
Deegay è veramente figa. Una canzone bella dopo l'altra. Ora mamma sta acquistando il televisore nuovo per la sua stanza, vuole ritirarsi come una monaca di clausura.
mercoledì 1 maggio 2013
primo maggio
Giornata particolarmente nojosa. Aggaddato con F. però, uscito con S e S a scorazzare per Palermo.
Zen, via bandiera, Ballarò.
Zen, via bandiera, Ballarò.
martedì 23 aprile 2013
bibliotecario
Sono contentissimo del mio nuovo posto di bibliotecario. Oggi è venuta un'intera classe per prendere dei libri in prestito. Me ne hanno riportati due altri due alunni. L'atmosfera al vittorioemanuele iii è respirabilissima. Adoro la mia biblioteca e ci voglio restare per tutta la vita.
je vous embresse
Silvano
je vous embresse
Silvano
sabato 20 aprile 2013
venerdì 19 aprile 2013
tai chi
Mi sembra un esercizio insulso.
Ho pena di chi lo pratica. Insomma non mi va proprio giù. Forse un giorno lo praticherò, chissà.
Intanto Mario Biondi su rtl impazza.
Ho pena di chi lo pratica. Insomma non mi va proprio giù. Forse un giorno lo praticherò, chissà.
Intanto Mario Biondi su rtl impazza.
19 aprile
Bella data, per un post atomico.
Sceso con Francy per i Cappuccini.
Il mio nuovo amico
è bello
come un sole a primavera.
E si muove con la grazia
dei modelli milanesi.
Sto a Palermo rigirando
la mia malinconia
a destra e a manca,
immagino mostre e avvenimenti
epocali. Per un'epoca che avrà
da venire e che sarà sempre
in salita.
O salita,
dimmi tu quando dovremo
appizzare aghi nel corpo di mamma
quando, stanchi per una scala,
ci affaticheremo
sulle note di Deegay.
Sceso con Francy per i Cappuccini.
Il mio nuovo amico
è bello
come un sole a primavera.
E si muove con la grazia
dei modelli milanesi.
Sto a Palermo rigirando
la mia malinconia
a destra e a manca,
immagino mostre e avvenimenti
epocali. Per un'epoca che avrà
da venire e che sarà sempre
in salita.
O salita,
dimmi tu quando dovremo
appizzare aghi nel corpo di mamma
quando, stanchi per una scala,
ci affaticheremo
sulle note di Deegay.
Compleanno di Lollo
Ho trovato una radio gay, finalmente. Si chiama deegay. È' fiochissima.
Il ventisei sono a Roma com Talost.
Oggi devo consegnare la lettera al liceo scientifico Benedetto croce.
Le cose procedono bene, papà si è fatto sentire e la cosa mi ha messo una gioia tuta partico
Are.
Il 25 maggio sarò pure a Roma per il discorso sulla trama.
Il 26 inaugurerò la mostra su tondelli.
Intanto scrivo molto ho su un romanzo, Rossella, dei racconti sui miei amici e un mega saggio sulla scitttura creativa. Oggi sono sceso da casa alle sette, non c'era nessuno in giro per palermo, veramente molto bello. L'aria si va facendo sempre più calda. Posto un sacco di cose, su Facebook, ma la cosa che mi piac dei più e fare una composizione per zampogna che poi posto.
È un'applicazione bellissima. Intanto con la radio di sottofondo si scrive benissimo.
Penso di affittare una stanza in via emetico amari il ventitré. È il ventisei partire.
Il ventisei sono a Roma com Talost.
Oggi devo consegnare la lettera al liceo scientifico Benedetto croce.
Le cose procedono bene, papà si è fatto sentire e la cosa mi ha messo una gioia tuta partico
Are.
Il 25 maggio sarò pure a Roma per il discorso sulla trama.
Il 26 inaugurerò la mostra su tondelli.
Intanto scrivo molto ho su un romanzo, Rossella, dei racconti sui miei amici e un mega saggio sulla scitttura creativa. Oggi sono sceso da casa alle sette, non c'era nessuno in giro per palermo, veramente molto bello. L'aria si va facendo sempre più calda. Posto un sacco di cose, su Facebook, ma la cosa che mi piac dei più e fare una composizione per zampogna che poi posto.
È un'applicazione bellissima. Intanto con la radio di sottofondo si scrive benissimo.
Penso di affittare una stanza in via emetico amari il ventitré. È il ventisei partire.
giovedì 18 aprile 2013
Fine aprile
Mattinate rilassanti e poi verso le undici e mezza fare il giro per le scuole dove cercano un bibliotecario.
Quello è un po' stressante. Ho due chance. Conservatorio Bellini e Damiani almea da.
Intanto devo firmare la domanda al catalano.
Sono angosciato per la mia sorte, ma mi sto rafforzando su molte cose e di una cosa sola sono sicuro. Non metterò più piede alla GUTTUSO. Ho con me le mattine sempre Francesco. Sto leggendo i canti orfici di Dino campana e così parlo zarathustra di Nietsche.
Il ventuno c'è un'officina sul racconto a Roma che non vorrei perdere.
Oggi si elegge il presidente della repubblica, il dodicesimo.
Quello è un po' stressante. Ho due chance. Conservatorio Bellini e Damiani almea da.
Intanto devo firmare la domanda al catalano.
Sono angosciato per la mia sorte, ma mi sto rafforzando su molte cose e di una cosa sola sono sicuro. Non metterò più piede alla GUTTUSO. Ho con me le mattine sempre Francesco. Sto leggendo i canti orfici di Dino campana e così parlo zarathustra di Nietsche.
Il ventuno c'è un'officina sul racconto a Roma che non vorrei perdere.
Oggi si elegge il presidente della repubblica, il dodicesimo.
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