domenica 22 marzo 2015

Smart

Giro in macchina perverso pensando sempre a Mattarella.
Mi inoltro a Mondello, una luce bianca accecante mi oscura i particolari liberty delle ville.
Prendo un caffè da Scimone, dopo essermi sentito rimbombare nelle orecchie scimunito.
Esco da Scimone e vado da Sellerio. Un puzzo nauseabondo di cellulosa e sudore e sale e sigaro mi fa uscir subito.
Sfoglio appena una merdata su Londra dell'Agnello Hornby e Vasquez Montalbàn.
Mi infilo in Smart, vado a fare benzina. Cinque euro. L'arabo me la versa. Nella Smart non compare più la N di partenza.
Il padre eterno dopo cinque minuti la fa comparire. 
Trovo il mio equilibrio aprendo e chiudendo i finestrini in Favorita. Entro in una dimensione siderale. 
Sono in kimono, passo da via Libertà e giro per via Notarbartolo.
Monte Cuccia mi appare, mi dà sollievo, mi regala ore di sonno (ne ho dormita una).
Intanto continuo il mio immane lavoro su Notte, il mio ultimo romanzo per la Zisa.

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