domenica 5 settembre 2010

prosa

Ho mangiato solo grazie a un piatto di pasta con le sarde.
Per il resto lo stomaco era chiuso.
Come resistere dinanzi un piatto di pasta con le sarde, tutto ben condito, con le sarde intere e quelle sminuzzate, col finocchietto e i bucatini barilla.
Come resistere. Ho ingerito così qualcosa nello stomaco. Che volevo restasse vuoto e invece s'è riempito!
Bene, comunque è uno stato naturale il mangiare, ma a me viene sempre meno fame, mi sono saziato di quello che ci propinano, in una sola parola, vorrei un cambiamento. Che so, un toast olandese, o un piatto seduti sul canale vicino a Centraal Station in Amsterdam. Come immaginare la prosa? Dritta, come in un rotolo, una sequenza infinita o come le pagine di un libro, tutte squadrate e analizzate nei minimi particolari.
Ora devo passare da mamma per farmi dare venti euro. Spero che me li dia, ma me li ha sempre dati, in questo è fenomenale!
Ho delle piccole manie, è vero, ma sento di piacere agli altri o almeno di fare invidia. Oggi credo che qualcuno abbia provato invidia per me. In any case, cavoli suoi! Attingo anche dallo stile di mia sorella, che m'è nata quattordici anni or sono tra capo e collo. Ci leviamo venticinque anni, e la cosa mi ha dato qualche problema.
Nessun problema in sé, ma nei rapporti con mio padre si, che prima vedevo tutto mio e poi l'ho dovuto dividere con un'altra persona. Che bello adesso l'avere una sorella.

Nessun commento:

Posta un commento