Accarezzo incoerente
il mio destino di ballerino
giro in giardino
come in un sogno aperto
agli intendimenti.
Sono soave in un limbo di cocente bellezza
austera
peregrina,
mille volte viva e scontrosa
mille volte amata e vilipesa
forse un incanto
potrà risvegliarci da certo maschilismo
di cui ancora mi sento pregno
come un borghese alle prime armi
come un cerbiatto che non sa la strada.
E invece batto sui pulsanti
per l'immortalità.
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