Il richiamo a Beckett si fa sentire sempre più forte. Lo leggevamo la notte a Roma con Barbara, provavamo finale di Partita in quel di Centocelle, dopo essere stati tra le rovine del foro romano.
Che bei tempi. Tempi passati senza angoscie, pensieri, sopraffazioni. Tempi felici, pieni di ideali, volevamo fare i professori e io ci sono riuscito tranne poi per optare per il segretariato.
In any case, il viaggio a Roma con Barbara, lo ricorderò come una tra le cose più belle della mia vita, insieme a quello con lei a Lampedusa. In stanza con Brancatelli e l'altro medico.
Per il resto poi i viaggi in solitudine non sono stati forieri di felicità, tranne che per una realizzazione tutta personale di sparire per un poco da Palermo. Ora vorrei intraprendere dei viaggi con Cettina e non vedo l'ora.
CHissà domani se troverò la c***.
Nessun commento:
Posta un commento