Il richiamo del sonno, quello che viene dopo essersi alzati si deve rispettare. Rispettare come gli uomini e le donne. E' uno stato tutto particolare, un richiamo al sonno, dove affiorano chiaramente i sogni fatti la notte prima. E' uno stato di intorpidimento ma che prelude alle frenesie della giornata.
E' uno stato post sonno, così delicato, così allegro che per me sarà difficile sbarazzarmene.
E' uno stato di dormiveglia, quando si accalcano già i primi pensieri, quello che c'è da fare, il da farsi, il progredire nel cammino della vita. Che può essere, sì, sempre lo stesso, ma che cambia invece ogni giorno che passa. Così pensò e vide il suo palazzo, un enorme fabbricato anni '70 tuto pieno di balconi e finestre che dava su un pianerottolo disegnato. Scese le scale due alla volta, si tirò la porta dietro e tornò a casa. Lì, una bella tazza di caffè fumante lo accolse e si mise subito a scrivere, come certe persone che scrivono la mattina presto.
Uscì nuovamente, attraversò tutta via Serradifalco, poi piazza Principe di Camporeale, poi la Zisa e infine il quartiere dei Cappuccini, in via Cipressi.
Stanco, non si era ancora accorto che il suo motore era rotto , con la ruota sgonfia e che avrebbe dovuto ripararlo l'indomani.
_c'è sempre qualcosa da riparare, urlò. E' vero c'è sempre qualcosa da riparare, aggiustare, modificare nella vita, e la televisione non ci aiuta in questo.
Dovrebbero fare dei corsi di bricolage, delle agende elettroniche per ricordarti di cambiare l'olio, riparare la giacca, aggiustare il rubinetto del bagno. Qualcosa si sfascia sempre!
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