Vorrei imparare il Russo anche se è molto difficile. Mi sono accorto che ci sono regole e casi da declinari, maschili e femminili che fanno il plurale diverso, onde di senso difficilissime. Vorrei un maestro, tutto sommato e penso che quest'inverno lo troverò.
Il russo come altra dimensione della realtà, che allarga quando appare ristretta e monotona, che allarga i suoi spazi quando si sente angusta e sola.
Il russo come ipostatizzazione del reale, come icona e reliquia di superomismo.
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