Ennesima domenica d'inventario. Era bello stare a Roma con la commessa di Feltrinelli che mi piaceva a due passi. Molti hanno desiderato della nostra generazione di andare a Roma, dove tutto è amplificato e grandioso. Roma come muretto della stazione termini tutto graffitato, edicola di Santa Bibiana che vedevo dalla mia finestra dell'Elysee. Soldi pochi. Andare all'Europa multi club per una sauna e poi al grande Sfinx o al frequency per passare la notte.
A Roma ho visto tramonti eccezionali. Ho visto scale mobili ripidissime con suore e preti al seguito, i gendarmi nella banchina della metropolitana, i manifesti del cinema appesi alla Stazione Termini. E poi santa Maria Magiore, con le sue guglie, i suoi tesori all'interno, il porcellino che sembra un tempio e tante altre belle cose. Passeggiare per via MErulana coi mendicanti a ogni passo, svoltare per corso principe Amedeo e vedere il mercato ciciliano, con tutta la frutta e la verdura ai lati della strada o il Radusson, l'hotel e cinque stelle ove una volta vi chiesi una camera ma me ne andai perché carissima.
Roma tentacolo, Roma grand guignol, Roma stazione Tiburtina, la Bonafede, le file a San Lorenzo, la prima c*** al tavolino di piazza Manfredo Fanti.
L'edicola di Via Sicilia, il raduno post feriale del week end leather. Catacombs. Per due volte.
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